Il centro storico di Nola è occupato da molti edifici religiosi (chiese, cappella, edicole). Alcuni di essi, pur avendo subito modifiche nel corso dei secoli, conservano importanti testimonianze di interesse storico artistico.

Il nostro percorso prende il via da uno dei complessi monastici più antichi: quello di Santa Chiara. Esso occupa un’insula del centro storico delimitata da via Santa Chiara, dal vicolo Foro Boario, da via Pompeo Fellecchia, dal Corso Tommaso Vitale e dalla viella di Santa Chiara. Il complesso è costituito da vari corpi di fabbrica sorti in epoche differenti. Il nucleo più antico è costituito dalla chiesa di Santa Maria Jacobi e da alcuni ambienti attigui. La comunità francescana delle clarisse fu istituita in Nola dal conte Roberto Orsini, morto nel 1350, che adattò a romitorio una struttura romanica preesistente, comprendente la cappella di santa Maria Jacobi. Niccolò Orsini (1346-1399), figlio di Roberto, per onorare la memoria di sua madre, Sveva del Balzo, ampliò e ristrutturò, con ammodernamenti gotici, le fabbriche esistenti, che acquisirono, per tali apporti, una fisionomia composita. Molto interessanti sono gli affreschi che ricoprono le pareti della piccola chiesa medievale. Questi raffigurano scene della vita di santa Chiara e scene della vita di Cristo e sono attribuibili a periodi diversi. Nel corso del XVI secolo il complesso monastico, subì un importante ammodernamento ed in questa fase , probabilmente, fu costruita una nuova chiesa (con affaccio sull’attuale corso Tommaso Vitale) ampliata ulteriormente insieme al resto del monastero nel corso del XVIII secolo. I lavori furono guidati dal grande architetto napoletano Ferdinando Sanfelice. E’ importante infine ricordare che dalla chiesa di santa Chiara proviene il bellissimo quadro di Battistello Caracciolo oggi esposto nel Museo Nazionale di Capodimonte. Il quadro raffigurante la Vergine delle anime Purganti tra i santi Francesco e Chiara, fu realizzato dal grande maestro napoletano negli anni venti del Seicento.

L’itinerario prosegue lungo via santa Chiara fino all’insula del Duomo di cui fa parte una delle chiese più vetuste della città. La chiesa dei Santi Apostoli fondata in epoca paleocristiana nel cuore della città antica, accanto alla basilica di San Felice Vescovo e Martire, fu ristrutturata già sul finire del XII secolo a cura del vescovo Bernardo. Ulteriori restauri ebbero luogo nel corso del XVII secolo ed infine nel ‘700, a cura degli architetti Arcangelo Guglielmelli e Domenico Antonio Vaccaro. A promuovere i lavori furono, di volta in volta, i vescovi o gli esponenti delle famiglie nobiliari e delle confraternite locali. La quota del pavimento della navata è più bassa rispetto a quella della sede stradale. Alla navata centrale della chiesa, infatti , si accede percorrendo una scala di marmo realizzata durante la campagna di lavori sotto la direzione di Domenico Antonio Vaccaro. Lo storico Gian Stefano Remondini nella Nolana Ecclesiastica Storia (1747-1757) ci informa che la chiesa dei S. Apostoli ospitò la cattedra del vescovo di Nola mentre si procedeva alla costruzione del nuovo duomo, durante l’ultimo quarto del XIV secolo e ancora fu di nuovo cattedrale alla fine del XVI secolo a seguito del crollo della fabbrica del Duomo avvenuta nel dicembre del 1583. A metà del XVII secolo la chiesa fu consacrata al culto dei Morti e in questa fase fu dotata della bellissima pala d’altare dipinta da Agostino Beltrano oggi custodita nel Museo Storico Archeologico di Nola. Nel 1735 per volontà di don Felice Mastrilli la chiesa fu abbellita con marmi e strucchi assumendo l’aspetto baroccheggiante che ancora oggi conserva. Per questa chiesa, Domenico Antonio Vaccaro oltre a seguire i lavori architettonici e a disegnare gli spazi, eseguì due tele raffiguranti san Michele e san Gennaro entrambe esposte nel Museo Storico Archeologico della città.

Di un altro importante complesso monastico femminile della città oggi scomparso è rimasta solo la chiesa che si affaccia sull’attuale piazza Collegio. Il Collegio di Santa Maria Madre di Cristo con annessa la chiesa di Maria Vergine Annunziata, fu fondato nel 1393 dal conte Niccolò Orsini con lo scopo di dotare la città di un luogo per l’educazione delle nobili fanciulle della contea. Già affidato alle suore dell’ordine di san Benedetto, passò nel corso del XVI secolo alle Canonichesse Regolari Lateranensi e divenne un importante cantiere dove approdarono opere di illustri artisti. Alla fine del XV secolo, probabilmente ai tempi in cui era badessa Brigida Orsini, risale l’Annunciazione di Cristoforo Scacco da Verona ,oggi conservata nel Museo Diocesano di Nola. Altre opere importanti giunsero nella chiesa del collegio nolano alla fine del XVI secolo, quando tutto il complesso fu oggetto di interventi di ampliamento. Alla fine del Cinquecento, infatti, risalgono la pala d’altare di Girolamo Imparato e le tele realizzate per gli altari laterali da Belisario Corenzio. Nel XVIII secolo, infine, la chiesa fu decorata con stucchi barocchi. La chiesa del Collegio fino al 1913 era legata con il monastero (oggi sede delle scuole elementari). Fu infatti nel 1913 che il comune di Nola decise di aprire una nuova arteria (l’attuale via Ciccone) dividendo i due corpi di fabbrica. Resti dell’antico chiostro sono evidenti nella parete addossata alla chiesa dove si ammirano tracce di affreschi realizzati tra la fine del XV se-colo e l’inizio del XVI secolo.


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