La piazza Giordano Bruno che prende il nome dalla statua del filosofo nolano, opera dello scultore Raffaele De Crescenzo del 1867 posta al suo centro. Questa piazza è cinta da una me-ravigliosa cornice architettonica rappresentata da vari monumenti a cui si accede attraverso Porta Napoli, uno degli accessi settecenteschi della città . Sul lato meridionale possiamo ammirare il Palazzo dei conti Orsini, più comunemente conosciuto come “Reggia” che rappresenta una delle più importanti testimonianze di architettura rinascimentale in Campania.

L’edificio, costruito da Orso Orsini dal 1486 al 1500, si presenta con una facciata semplice e razionale, fatta eccezione per il portale d’accesso, finemente scolpito. La facciata, interamente rivestita di lastre di marmo (secondo il medico nolano Ambrogio Leone nel libro De Nola Patria, Venezia 1514, provenienti dall’anfiteatro marmoreo di Nola), presenta tre piani di cui il centrale residenza della famiglia, il piano terra destinato a scuderie e servizi ed il piano più alto destinato alla servitù. Lungo la facciata corre una iscrizione in latino. L’impianto planimetrico originario è ancora presente nonostante i successivi rimaneggiamenti e consta di un corpo anteriore e di un cortile interno, dal cui fondo si accedeva ad un vasto giardino che oggi è scomparso. Altri elementi degni di nota all’interno dell’edificio risultano l’androne d’accesso, l’ampia corte, la scala con le pregevoli volte a crociera ed i gradini in piperno. Nel 1558 l’edificio fu donato all’ordine dei Gesuiti dalla contessa Maria Sanseverino, sposa di Enrico Orsini, ultimo conte di Nola. La contessa per ottenere in tempi brevi l’apertura del primo Collegio nella provincia napoletana oltre ad una casa garantì ai religiosi un’offerta annua di 200 scudi d’oro l’anno ed una donazione annua di 1000 ducati per trasformare il palazzo e costruire una nuova Chiesa annessa ad esso.

I lavori furono affidati a Giovanni De Rosis che il 29 settembre 1568 inaugurò i lavori della chiesa che si conclusero nel 1583. La chiesa in stile barocco ha pianta a navata unica con tre cappelle laterali per lato, priva di transetto e cupola e conclusa da un’abside. Le cappelle laterali sono voltate a botte con archi a tutto sesto, a pianta quadrata e di dimensioni diverse, essendo quelle centrali più grandi ed alte. Nell’abside è collocato un altare in marmi policromi, opera di maestri locali del XVII secolo, sormontato da una tela della seconda metà del XVI secolo, raffigurante la SS. Circoncisione di Nostro Signore Gesù Cristo, attribuita a Girolamo Imparato. All’interno vi è anche la tomba della contessa Maria Sanseverino coperta da una lastra marmorea che la raffigura in atto di riposo. La chiesa e il collegio funzionarono fino all’anno in cui i Gesuiti furono espulsi dal Regno di Napoli (1767). La chiesa fu restituita al culto in seguito al Concordato del 1818 e concessa alla Con-fraternita della SS. Trinità e S. Luigi Gonzaga. Il palazzo, invece, fu destinato ad uso militare quale quartiere Generale di Cavalleria. Nel 1860 vi fu allocato il distretto militare. Dal 1994 è sede del Tribunale di Nola. I lavori di adattamento per la nuova destinazione d’uso hanno permesso di condurre un’ esplorazione archeologica che ha messo in luce ad una profondità di circa 50 cm dal piano di calpestio strutture romane in laterizio. Queste strutture appartengono ad un complesso termale romano databile al II sec. d.C. L’edificio subì notevoli rifacimenti e trasformazioni fino all’abbandono avvenuto nel V sec. d.C.

Sul lato opposto della piazza il percorso continua con la chiesa di San Biagio, un tempo dedicata a San Francesco d’Assisi. Essa fu costruita nel 1372 per volontà di Niccolò Orsini nel luogo in cui esisteva una cappella dedicata a Santa Margherita. Essa faceva parte di un complesso conventuale, soppresso nel 1807, che nel periodo francese divenne caserma mentre la chiesa fu usata come stalla. Nel 1826, la Congregazione della Misericordia ottenne la proprietà della chiesa che in breve risorse, divenne parrocchia ed ebbe l’attuale doppia titolazione. La chiesa a navata unica con sei cappelle laterali è rivestita da stucchi rococò eseguiti alla metà del Settecento e sovrapposti alle strutture gotiche, visibili oggi solo nell’abside. Notevoli sono gli affreschi trecenteschi del campanile che raffigurano l’Annunciazione, Cristo Re ed un particolare della Crocifissione. La sagrestia conserva le sepolture degli Albertini (prima metà del sec. XVI) in cui spicca la bella Adorazione dei Magi attribuita a Giovanni Merliano da Nola e la statua di Fabrizio, attribuita ad Annibale Caccavello. Dietro l’abside troviamo il sepolcro del committente, Niccolò Orsini. Nella cripta sono emersi nel 1989 le strutture degli scolatoi medievali di sepoltura e resti di un impianto termale di epoca imperiale e di una domus del III sec.d. C.

Al lato della chiesa troviamo il Palazzo del Fascio, costruito nel 1938 sull’area dell’antico chiostro affrescato.

Sullo stesso lato è ubicato Palazzo Vincenzi che presenta all’interno l’antico chiostro settecentesco dello stesso complesso conventuale.

All’ angolo della piazza si ammira poi Palazzo Albertini, detto Covone che mostra nel basamento delle metope raffiguranti armature, togati ed un grifo che si alternano a triglifi.


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